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Per essere un imprenditore rivoluzionario devi essere uno stronzo?

Adam Grant è autore di diversi best seller per il New York Times. E' professore alla University of Pennsylvania, è stato inserito nella lista dei 50 studiosi di management più autorevoli al mondo ed è tra le 40 persone sotto i 40 anni più influenti nel business secondo la rivista Fortune. Abbiamo tradotto l'articolo che segue da un suo bellissimo post su Linkedin. 

Quando hanno chiesto a uno dei primi investitori di Uber di esprimere un parere su Travis Kalanick (cofondatore dell’azienda), lui ha risposto che “è difficile essere rivoluzionari senza essere stronzi”.

In un sondaggio su investitori e banchieri, il 23% si è dichiarato d’accordo.

Si sbagliano, e ti dirò perché. Ma prima, voglio scoprire il motivo per cui così tante persone si aggrappano a questo mito.

Mi hanno fatto la stessa domanda di recente. Ci ho pensato su, e ho realizzato di conoscere 3 tipi di persone che credono alla teoria del rivoluzionario stronzo.

A) Persone che sono a loro volta stronze. (Le aiuta a dormire la notte).

B) Persone che sono rimaste fregate troppe volte. (E imparando a difendersi, hanno ipercompensato).   

C) Persone che idolatrano Steve Jobs. (Jobs è un test di Roschach: le nostre reazioni nei suoi confronti spesso rivelano più cose su di noi che su di lui).

L’ultimo gruppo è il più comune, e credo che il loro ragionamento contenga degli errori.

ERRORE 1: arrivare a conclusioni basandosi soltanto su un caso isolato. Steve Jobs potrebbe aver avuto successo perché era stronzo, o averlo avuto nonostante fosse stronzo. Come facciamo a sapere quale delle due è la verità?

Non lo sappiamo. La cattiveria può pagare nel breve periodo ma solitamente fa più danni nel lungo termine. Se avesse trattato gli altri meglio, probabilmente non sarebbe stato cacciato dalla sua stessa azienda nell'85.

Alla domanda su quali fossero i principali difetti di Jobs, Walter Isaacson, autore della sua biografia, ha dichiarato che “Avrebbe potuto essere più gentile”. Non gli sarebbe costato nulla. Probabilmente ci avrebbe guadagnato pure un po’ di fedeltà. E non è un caso che il Jobs che tornò alla Apple nel ’97 fosse più gentile. Ho sentito dire questa cosa innumerevoli volte dai suoi collaboratori. Si è evoluto. Non era ancora amichevole e cordiale, ma era meno crudele.

ERRORE 2: scambiare un carattere spinoso per uno egoista. Puoi essere un giver o un taker dentro di te, ma questo non c’entra niente con quanto sei accondiscendente fuori. E non ci sono dubbi sul fatto che Jobs fosse poco accondiscendente: era critico e scettico. Sono tratti comportamentali di discreto valore se vuoi scuotere il mercato intero, o crearne uno nuovo.

Essere rivoluzionari non significa essere egoisti o sgarbati. Non è necessario prevaricare gli altri per avere idee innovative e trasformarle in realtà. Puoi essere un giver antipatico: criticare perché hai standard elevati e vuoi aiutare gli altri a migliorare. Rompi uno stato di quiete nell’interesse di clienti e impiegati, non metti i dipendenti uno contro l’altro, come ha fatto Uber. Li metti alla prova per lavorare insieme, identificare problemi irrisolti e trovare nuove soluzioni.

ERRORE 3: assumere che ci sia una sola via per il successo. Nei sistemi complessi vige una regola chiamata equifinalità: significa che ci sono molteplici strade per raggiungere lo stesso fine. Essere stronzi può essere una delle vie verso l’innovazione, ma non è l’unica, e porta con sé un costo enorme sulla cultura aziendale e sulla qualità del lavoro.

In un esperimento su diversi team di medici, è stato osservato che un solo commento maleducato da parte di un osservatore è sufficiente per far cadere a picco le performance. I medici trattati male fanno il 19% in più di diagnosi mediocri ed eseguono il 15% in meno di procedure efficaci.

Come spiegato da Bob Sutton in questo libro (traducibile come "la guida per sopravvivere agli stronzi"), trattare male le persone colpisce negativamente la loro concentrazione e ne abbatte la motivazione. Dopo esser stati umiliati, siamo 3 volte meno propensi ad aiutare gli altri. Quindi possiamo dire addio al problem solving e alla condivisione di conoscenze, due cose che alimentano l’innovazione radicale.

Insomma, solo perché Jobs se l’è cavata, non significa che possa farlo anche tu. E anche se ce la farai, ricordati che il karma non perdona. Quando un manager si comporta da bastardo, finisce lui stesso col sentirsi miserabile.

Nel podcast (in inglese), Reid descrive il suo test per misurare una fantastica cultura aziendale: ogni dipendente sente che gli appartiene. Quando invece le persone si comportano male, inquinano la cultura aziendale al punto che nessuno vuole riconoscerla come propria. Se sei fortunato, come Uber, dipendenti e investitori urleranno a gran voce ciò che non va, prima che sia troppo tardi (portando alle dimissioni del rivoluzionario CEO Travis Kalanick).

Steve Jobs è stato di esempio per molti motivi. Il pensiero originale e l’anticonformismo. La capacità di vedere il futuro più chiaramente degli altri e di lavorare incessantemente per dare vita a quel futuro. L’ossessione per la bellezza del design e la qualità. Il fatto che abbia creato un’azienda tecnologica globale senza conoscere i linguaggi di programmazione. Ma questo non significa che fosse un esempio da seguire per il modo in cui trattava gli altri.

I rivoluzionari sono spesso antipatici. Ma si può essere antipatici senza essere dei veri e propri stronzi.

Alla prossima onda. 

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