FIRST TAG DISPLAYED HERE 13 aprile 2018 2 minuti di lettura

Investire in vino senza tasse

Scritto da Moneysurfers

    Diciamo che hai 100 euro e li vuoi investire. Da un lato puoi metterli in borsa e in azioni. Dall’altro puoi investirli in vino. 

    Quale dei due investimenti è il migliore? 

    Se hai letto l’articolo precedente sai già (quasi) tutto. La verità è che investire in vino può darti rendimenti anche 3 volte superiori ai maggiori indici di borsa. 

    Come è possibile?

    Il vino è pari a un qualsiasi strumento finanziario da un certo punto di vista. Ma è molto diverso da un altro. 

    Ora ti spieghiamo. 

    È simile perché può darti rendimenti da vero e proprio prodotto finanziario. È diverso perché, essendo un bene deteriorabile, ha un enorme vantaggio: non ha tasse sul capital gain, ovvero sui guadagni.

    Hai letto bene. Ottimi rendimenti senza tasse da pagare.

    Facciamo un esempio pratico per capire quanto la semplice scelta di investire in vino influirà sul nostro portafoglio. Senza parlare di tutto lo stress che ci toglieremo evitando di dover pagare le amare tasse. Addolcendoci invece il palato con un Primitivo di Manduria ES di Gianfranco Fino



    O LA BORSA O LA BOTTIGLIA

    Prendiamo come riferimento le performance dell’S&P 500, il maggiore indice di borsa che detta il benchmark. Se avessimo comprato l’indice a inizio 2017 e venduto l’indice il 30 dicembre 2017 avremmo ottenuto una performance di quasi il 22%.

    Investiti 10.000 euro avremmo guadagnato quindi 2200 euro

    Ma li avremmo intascati tutti?  

    No, ovviamente. 

    Se siamo residenti fiscalmente in Italia avremmo tolto il 26% di tasse sulle rendite finanziarie. Al netto ci sarebbero quindi entrati in tasca 1620 euro. 

    Delle succulente rendite passive, certo. Ottenute con un un semplice click sulla nostra piattaforma di trading o banca. Un guadagno netto di circa il 16% sul nostro investimento. Molto meglio di qualsiasi interesse bancario.

    Ma noi abbiamo comprato un nostrano vino da investimento, che raramente delude. Un Solaia 2010 della italianissima e pregiata cantina Antinori.

    Vuoi sapere che risultati abbiamo ottenuto?

    Un guadagno lordo, in circa lo stesso arco di tempo, del 16%. 

    Aspetta, dirai. È inferiore al 22% della borsa! Ma ricorda: essendo privo di tasse abbiamo ottenuto lo stesso identico guadagno netto di 1.600 euro.

    Quindi borsa e vino sono equivalenti?

    Ehm… sbagliato.

    Il rischio implicito per il nostro investimento è decisamente minore rispetto all’investimento in borsa, con lo stesso identico guadagno. E senza lo stress delle tasse... cin!

    Sappiamo a cosa stai pensando. 

    Ma il vino va custodito e conservato. Dove lo tengo? 

    Approfondiremo questo argomento nel dettaglio. Ma intanto ti diciamo una cosa che forse non sai. 

    Puoi investire in vino senza fartene arrivare a casa neanche una bottiglia

    Potrai fare tutto con pochi click, come se comprassi un ETF sull’indice S&P500. Non c’è neanche bisogno di investire il minimo di 125.000 euro richiesto dal fondo Noble Crus, specializzato proprio in vini da investimento. 

    Esatto, un investimento in vino equilibrato può essere fatto anche con poche centinaia di euro.



    IL TUO INVESTIMENTO È AL SICURO: IN UNA BOTTE DI VINO

    Il mercato del vino è un mercato stabile e solido. Il prodotto entra nel mercato quando giovane (quindi a basso prezzo) e aumenta con il tempo il suo pregio e la sua liquidità. E ciò garantisce un incremento di prezzo e un basso rischio per l’investitore.

    I numerosi track record provano questa tendenza dei vini e fanno notare che con il passare del tempo il vino aumenta mediamente di prezzo di circa il 10% l’anno, con alcuni vini che hanno raggiunto performance di oltre il 600% in 10 anni, come Domaine de la Romanée-Conti

    Sai poi qual è il dettaglio più interessante? Nel vino non si sono mai registrati crolli del mercato improvvisi, come invece succede ciclicamente in borsa.

    Possono quindi esserci degli errori nell’investimento in vino? 

    Certamente, il più diffuso è berselo. Salute!

    Vuoi saperne di piu? Visita OenoInvest.com cliccando qui

    Alla prossima onda. 

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