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Il contante è morto. Ecco come sfuggire al Grande Fratello

Le pietre Rai sono dischi di enormi dimensioni, che venivano utilizzati dalle popolazioni dell’isola di Yap (in Micronesia) al posto della moneta.

Ovviamente non erano tascabili e non si potevano infilare in un portafogli, visto che per spostarle servivano decine e decine di uomini.

Erano quindi una forma di moneta che non si scambiava. Tutto il contrario dei contanti

Il proprietario di una pietra, quando desiderava comprare cibo oppure aveva un debito nei confronti di un altro membro del villaggio, semplicemente rendeva noto alla comunità che da quel momento la pietra cambiava proprietario. La pietra non si spostava di un millimetro, ma tutti sapevano che diventava di un altro. Una specie di pagamento cashless (senza contanti), ma 600 anni prima che venissero inventate le carte di credito, la blockchain e le criptovalute.

LA GUERRA AL CASH

Forse qualcuno ancora non se ne è reso conto, ma viviamo nel mezzo di una guerra. No, non è in Siria, ma in tutto il mondo. È la guerra ai contanti.

L’Unione Europea ha deliberatamente promosso la restrizione dei pagamenti in cash, che sono stati fissati in Italia con il limite di 3.000 euro, in Spagna di 2.500 euro e in Francia di 1.000 euro. L’idea è di abbassare ulteriormente il tetto, riducendolo progressivamente fino a zero, ndoci deglutire piano piano la pillola del cashless, senza che ci vada di traverso. Non troppo strano quindi che Visaabbia dichiarato esplicitamente che intende rendere i contanti “bizzarri” entro il 2020. O che dal 2011 venga ogni anno indetto il No cash day, sponsorizzato da Mastercard e con l’evocativo motto “ricordati di dimenticarti i contanti”.

La giustificazione principale per queste misure è quasi sempre la lotta alla criminalità, all’evasione fiscale, al nero. È così che i bus a Londra hanno già smesso da tempo di accettare pagamenti in contanti per i propri biglietti, e sfavillanti spot sui pagamenti contactless ci sventolano davanti agli occhi un futuro incredibile, in cui ci potremo sbarazzare del portafoglio e magari girare semplicemente con uno smartphone in tasca, usandolo per pagare tutto ciò che vogliamo.

In teoria, bellissimo. In pratica lo è un po’ meno. Siamo sicuri di volere un mondo senza contanti?Una cosa è certa: meglio sapere cosa ci aspetta.

BICICLETTE VS AUTOMOBILI

Innanzitutto cosa significa abolire i contanti? Significa che uno scambio tra due parti (tu e il tuo barista per un cappuccino) diventerà una richiesta alla tua banca, che potrà approvare o meno la transazione e, in caso positivo, trasferire il denaro al barista.

Se le cose andranno come pare andranno, dipenderemo presto da una banca per qualsiasi cosa. E ogni pagamento che effettueremo, anche il più piccolo e insignificante, verrà registrato. Non è un mistero: dire addio ai contanti significa anche salutare la nostra privacy. C’è chi si vergogna a comprare i preservativi in farmacia, ma questo tra qualche anno sarà l’ultimo dei nostri problemi.

Chi beneficia da questa situazione? Ovviamente le banche e le carte di credito, che perdono denaro ogni volta che eseguiamo una transazione in contanti. Ok, il denaro virtuale e il contactless sono attraenti e utili, ma dovremmo accettare di sbarazzarci dei contanti? La vecchia banconota, brutta, sporca e meno sexy di una Visa, è un po’ come la bicicletta con l’automobile: la seconda la usiamo in autostrada, ma la prima è molto piacevole sulle brevi distanze e per una gita in campagna.

Al netto dei tempi che cambiano (e non sempre in meglio), come possiamo trarre un guadagno anche da uno scenario non molto roseo?

TIENI GLI OCCHI APERTI

Se è vero che non ci auguriamo che il contante sparisca del tutto, è anche vero che cashless significa lo sviluppo di tecnologie interessanti, dalla blockchain ai pagamenti via cellulare (vedi Sardex, di cui abbiamo già parlato). E dove ci sono tecnologie nuove ci possono essere investimenti redditizi e aziende da tenere d’occhio.

Innanzitutto ecco i grafici rispettivamente delle azioni Mastercard e American Express relativi all’ultimo anno (via Bloomberg). 

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I cosiddetti Payment processor, che eseguono milioni di transazioni online da siti e-commerce di tutto il mondo, avranno nel prossimo futuro ritorni giganti. Pensiamo ad esempio a First Data Corporation, quotata nel 2015 al NYSE.

Taler è un’altra alternativa al contante degna di nota. Un servizio opensource in fase di sviluppo per combattere lo scambio tracciato dei classici metodi di pagamento. La sua crittografia, diversa dalla blockchain, garantirà l’anonimato totale. Inoltre utilizzerà valute normali (euro, dollaro, yen..), e ciò lo renderà meno soggetto alle speculazioni rispetto al bitcoin, non ancora così sdoganato come forma di pagamento, in quanto molto volatile. Insomma, oggi Taler si prefigge di diventare un’alternativa alle banche e alle carte di credito tradizionali (una guerra mastodontica in un mercato praticamente di monopolio).

E parlando di banche, ci duole dirlo, sarà sempre più importante scegliere quelle giuste. Il cashless è inevitabile. Quindi se ci aspettiamo che tutte le nostre transazioni passino presto per una banca e che tutti i nostri soldi siano in qualche modo in mano sua… la parola d’ordine diventa diversificazione.

I rischi di tenere i soldi sotto al materasso li conosciamo. Possono marcire, possono perdere valore con l’inflazione, può entrare un ladro in casa e rubarceli. Ma oggi che il denaro è sempre in maggior misura (e spesso per legge) nella nostra banca, siamo sicuri di sapere a chi lo stiamo affidando?Le banche sono in una situazione di forte crisi, e siamo sempre più costretti a prenderci la responsabilità del nostro denaro. Senza contare che, in un mondo in cui tutti i nostri soldi e le nostre transazioni saranno controllate, le banche diventeranno un vero e proprio braccio destro dell’Agenzia delle Entrate. 

A questo proposito non ti lasciamo impreparato. Abbiamo sviluppato un metodo passo passo per la tua libertà bancaria, basato sulla nostra esperienza personale e le ricerche condotte negli ultimi 10 anni, con annessa la recensione di oltre 50 banche in 22 paesi nel mondo.

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Alla prossima onda.

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(1 inseriti)
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2018-07-06 14:38:22 - Candido
bravi, concordo pienamente
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