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Come vincere il gioco della vita secondo Ray Dalio

Vi abbiamo parlato spesso di Ray Dalio, il figlio di un musicista jazz e una casalinga, che si annoiava a scuola e ancora giovanissimo svolgeva lavoretti più o meno umili, dal lavapiatti al giardiniere. Lo stesso Ray Dalio che una manciata di anni dopo ha scoperto gli investimenti e la meditazione, si è laureato a Harvard e da 40 anni è a capo di Bridgewater Associates, il fondo di investimento più grande al mondo.

Vi abbiamo anche detto che a settembre uscirà la riedizione dei suoi “Principles”, ossia le basi fondatrici del suo enorme successo come businessman e come uomo. Intanto la prima edizione è online in pdf (in inglese), e vogliamo riportarne, tradurne ed elaborarne alcuni concetti interessanti, molto utili per sviluppare in noi il processo di crescita personale necessario per superare i nostri limiti e raggiungere ciò che desideriamo.

Consideriamolo un breviario per il bellissimo (ma tutt’altro che banale) gioco del successo. Magari da leggere la mattina dopo colazione, prima di buttarci in una nuova giornata.

Innanzitutto comprendiamo le regole alla base del gioco. Per dirla con le sue parole:

“Ogni gioco ha dei principi, che i giocatori di successo padroneggiano per avere risultati vincenti.”

Dalio ci spiega poi che, per raggiungere i nostri obiettivi, è di fondamentale importanza imparare a gestire anche gli aspetti, di noi stessi e della realtà, che preferiremmo non vedere. Come prosegue:

“Ho imparato che il fallimento è in gran parte dovuto all’incapacità di accettare e avere a che fare con le realtà della vita. E che raggiungere il successo significa semplicemente accettare e affrontare in modo positivo tutte le mie realtà.”

Questo perché riconoscere le nostre debolezze ci permette di gestirle, ndo in modo che non ci ostacolino.

“Ho imparato che tutti commettiamo errori e abbiamo debolezze, e che ciò che ci rende diversi è il nostro approccio nel gestirli. Ho imparato che c’è una bellezza incredibile negli errori, perché incastrato in ogni errore ci sono un puzzle e una gemma, che posso ottenere se lo risolvo: un principio che potrò usare in futuro per ridurre i miei errori… Ho imparato che lottare con i miei problemi, i miei errori e le mie debolezze, era l’allenamento in grado di rafforzarmi. E che era il dolore derivante da questa lotta a rendere me e quelli accanto a me capaci di apprezzare i nostri successi.”

Girare la testa dall’altra parte quando incontriamo un problema o un ostacolo esterno o interno a noi, ci impedisce di crescere ed essere sinceri con noi stessi e con gli altri. Se vogliamo migliorare e dirigerci verso ciò che desideriamo, dobbiamo imparare a ottenere il massimo dal processo di incontro con la realtà. Come dice Dalio, riferendosi a chi ci riesce: “sono loro i grandi, le persone che voglio avere accanto a me”.

Il gioco della vita è complesso e fatto di regole. E padroneggiarle in modo sincero e aperto è la chiave del successo. Inoltre, come scrive Dalio, più che avere delle risposte, è importante avere delle domande. E questo perché sono le domande a portarci a un livello di apprendimento superiore. L’ultima cosa che dobbiamo temere, quindi, è che le nostre convinzioni vengano messe in dubbio.

“Ho testato le mie opinioni circondandomi delle persone più intelligenti che potessi trovare e invitandole a sfidare ciò in cui credevo, così che potessi capire dove mi sbagliavo. Non mi è mai importato molto delle conclusioni a cui giungevano gli altri, solamente dei ragionamenti che vi stavano dietro. Quei ragionamenti dovevano avere senso per me. Attraverso questo processo ho aumentato le mie probabilità di essere nel giusto e avere successo, imparando molto da persone straordinarie.”

Noi troviamo che questo approccio alla crescita personale sia tanto semplice quanto geniale. Cosa c’è di più liberatorio di accettare i nostri punti di forza e le nostre debolezze in modo sincero, con l’obiettivo di diventare costantemente migliori? Certo, migliorarsi è spesso destabilizzante. La crescita porta dubbi, incertezze. Ma neanche il bruco diventa farfalla da un giorno all’altro, e crescere è un processo nel quale è fondamentale accettare ogni parte di noi stessi, e ogni fase che attraversiamo per migliorarci.

Per fugare ogni dubbio sulla piacevolezza del processo, Dalio ci viene incontro con un altro principio illuminante:

“Tratta la tua vita come un gioco o un’arte marziale. La tua missione è scoprire come cavartela tra le tue sfide e arrivare a raggiungere i tuoi risultati. Durante il processo di gioco o di pratica di questa arte marziale, diventerai più abile. A mano a mano che migliorerai, progredirai a livelli più alti del gioco, che richiederanno e ti insegneranno abilità ancora più grandi. “

Negarci i livelli successivi del gioco, come per esempio una ricchezza totale e superiore, significa rimanere in una zona di comfort che ci impedisce di apprendere. Rifiutare tutte le diverse realtà che ci costituiscono, significa impedirci di essere sinceri e superare i nostri ostacoli. Abbracciare con consapevolezza ogni parte di noi stessi, con lo scopo di diventare ogni giorno più ricchi, ci porta alla crescita spirituale ed economica.

Infine, il valore dei sogni: è immenso, ma non può prescindere dalla realtà. Dalio si definisce infatti un iperrealista, e spiega che le persone che cambiano davvero il mondo sono quelle che capiscono come rendere possibili i propri sogni. Mentre chi immagina semplicemente cose stupende ma impossibili, non apprezza a sufficienza le leggi dell’universo per comprendere le vere implicazioni dei propri desideri e il modo in cui possono avverarsi.

Questa è quindi la sintesi:
- Diventa insicuro per imparare.
- Trova il tuo limite e superalo.
- Cresci interiormente per raggiungere un livello più alto di consapevolezza.
- Sogna in linea con le leggi che governano la realtà e l’universo.
- Agisci. 
- Cogli infine i deliziosi frutti delle tue azioni.
Dalio docet.

Alla prossima onda.

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(1 inseriti)
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2017-05-16 22:35:38 - acasalino@alice.it
Indubbiamente è affascinante, però c'è sempre qualche però, e proprio perchè non sono sicuro che che tutto ciò che luccica è oro cerco sempre di spostarmi un pò dall'angolatura proposta per vedere se scorgo qualcos'altro che mi completi un pò di più il quadro. Yin & Yang convivono ed interagiscono, ma cosa è più Yin o cosa è più Yang, stiamo vedendo (o ci raccontano) il punto nero nella parte bianca o viceversa? Ecco che allora se mi guardo in giro qualcosa trovo sempre, che mi conferma che valeva la pena farlo un giretto, non mi rassicura ne mi stravolge ma mi fa riflettere e rimanere più centrato sulla mia essenza; a non perdere di vista il "centro di gravità permanente", chi vuole intendere ..... Pertanto chi vuole farsi un giretto alternativo (visto il personaggio direi piuttosto strong... ma spesso lungimirante) qui trova qualche altro punto di vista: http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=1645 Buona vita a tutti. Antonio Casalino
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