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Vuoi diventare ricco? Impara ad annoiarti

Scritto da Moneysurfers | 20 marzo 2018

“Che barba, che noia”, sbuffava Sandra Mondaini in Casa Vianello, rigirandosi nel letto la sera, lamentandosi della giornata appena trascorsa.

Quando è stata l’ultima volta che in cui abbiamo sentito la noia arrivare e non abbiamo fatto nulla per scacciarla?

Tra smartphone, app, social network e notifiche, oggi l’intrattenimento è costantemente a portata di mano.

Questo ci sembra positivo, ci fa sentire pieni di stimoli. Ma è davvero così?

Un nuovo libro, chiamato Bored and Brilliant (Annoiati e Brillanti) spiega che, al contrario di quanto tendiamo a credere, la noia è un elemento indispensabile nelle nostre vite. E decidere di rinunciarvi è una mossa di cui potremmo presto arrivare a pentirci.

LA MONOTONIA AUMENTA LA CREATIVITÀ

Questa la tesi del libro, in cui l’autrice Manoush Zomorodi racconta di come le idee migliori della sua vita siano arrivate mentre spingeva il passeggino del figlio avanti e indietro tentando di farlo addormentare.

Certo, la annoiava a morte, ma la ripetitività del compito mandava il suo corpo in modalità “autopilota”, permettendo alla sua mente di creare quella che chiama pianificazione autobiografica.

Si tratta di riflettere su chi sei, ripercorrere momenti passati della tua vita, immaginare nuovi obiettivi e visualizzare i passi da compiere per raggiungerli.

È interessante che proprio l’autrice ci riveli che al contrario, sedendosi davanti al computer per “essere creativa”, nessuna idea davvero innovativa arrivava, e il suo tempo finiva per diluirsi tra decine di app e notifiche, che raramente le lasciavano il tempo per immaginare e sognare ad occhi aperti.

NO NOIA, NO PARTY

Tutto ciò è dimostrato scientificamente. Come affermato nel libro e in questo interessante Ted Talk, il multitasking non esiste. Quando crediamo di fare più cose contemporaneamente, stiamo in realtà obbligando il nostro cervello a passare da un’attività all’altra molto più velocemente di quanto gradisca. Indebolendolo e impoverendo le nostre risorse mentali. Basti pensare che una decina di anni fa la nostra attenzione virava in media ogni 3 minuti. Oggi pensiamo ad altro ogni 45 secondi, controlliamo le mail 74 volte al giorno e cambiamo attività sul computer 566 volte.

Essere costantemente indaffarati e intrattenuti ci esaurisce. Se annoiarci permette al nostro cervello di generare nuove idee, passare da una app all’altra per “fare qualcosa”, sentendoci più produttivi, equivale a risucchiare creatività dal nostro cervello, gettando alle ortiche le nostre capacità intellettive.

Un’altra ricerca, condotta dalla University of Central Lancashire, ha messo un gruppo di persone a ricopiare numeri di telefono su un’agenda (riusciamo a pensare a un compito più ripetitivo e noioso?). Scoprendo che poi quelle persone risultavano nettamente migliori rispetto ad altre, che non erano state precedentemente “annoiate, una volta messe davanti a un compito creativo. Lo stesso studio ha poi chiesto a un terzo gruppo di limitarsi a leggere tutti i numeri di telefono presenti sulla rubrica, senza nemmeno doverli ricopiare. Il compito più noioso e passivo di tutti. Che ha generato la maggiore creatività dopo.

Perché questo? Perché lasciarci annoiare produce in noi un desiderio di novità e riscatto intellettuale, insieme alla capacità di sognare ad occhi aperti e accendere la nostra creatività. 

Vengono in mente gli schiavi africani nei campi di cotone in America, che lavorando avanti e indietro sotto al sole hanno inventato il gospel. 

Per quanto riguarda noi, se vogliamo essere innovativi e trovare quell’idea di business che cambierà la nostra vita, possiamo iniziare lavando i piatti, sistemando il garage o leggendo l’elenco del telefono. Scomodando il filosofo danese Kierkegaard: “gli dei erano annoiati; per questo hanno creato il genere umano”.

Alla prossima onda.