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Non fumare l'erba, investici

Si chiacchiera di erba ormai da tempo. C’è chi vuole usarla per curarsi la sclerosi multipla, chi se la vorrebbe fumare in santa pace e chi, semplicemente, non vede l’ora che venga sottratta ai mercati criminali, regolamentata e tassata a beneficio delle casse dello stato. 

L’erba del vicino è sempre più verde, e nel nostro caso il detto non potrebbe essere più vero. Oltreoceano la marijuana è già usata diffusamente negli Stati Uniti e in Canada sia a scopo medico che ricreativo, e il business (legale) dell’erba fiorisce di conseguenza.

Secondo un report di New Frontier, grazie alla cannabis verranno creati più di 250 mila nuovi posti di lavoro negli Stati Uniti entro il 2020 (più di quelli generati dall’intero settore manifatturiero). In Italia la situazione è più arretrata, ma si calcola che otterremmo 6-8 miliardi all’anno in tasse, e dai 10.000 ai 100.000 posti di lavoro, in buona parte sottratti alla criminalità organizzata. I dati sul mercato dicono che le vendite di marijuana legale negli States salteranno dai $5.1 miliardi attuali a $6.1 miliardi a fine 2017, salendo di un ulteriore 45% nel 2018, e superando i $17 miliardi nel 2021. Dando retta a numeri ancora più ottimistici (Cowen & Co) le vendite raggiungeranno il tetto astronomico di $50 miliardi entro il 2026.

Dati molto interessanti, insomma. E da mercati profittevoli derivano investimenti profittevoli, giusto?

 

NASCE IL PRIMO ETF SULLA MARIJUANA

Starai pensando: se tutto ciò corrisponde a verità, si prospettano enormi possibilità di guadagno. Ed è per questo che, forte dei risultati estremamente positivi mostrati dal mercato nel 2016 e nei primi mesi del 2017, una società canadese chiamata Horizons ha lanciato l’Horizons Medical Marijuana Life Sciences, il primo ETF sulla marijuana.

ETF è l’acronimo di exchange-traded fund, ossia un tipo di fondo d’investimento quotato in borsa, che replica l’andamento di un mercato di riferimento (in questo caso quello della cannabis). Gli ETF sono molto utili quando si vuole investire in un business, diversificando però il rischio rispetto all’investimento in azioni di una sola azienda.

L’Horizons Medical Marijuana Life Sciences ETF, unendo le performance di più di una dozzina di aziende canadesi e statunitensi nel campo della marijuana, ha fatto notizia e attratto subito molti investitori. Nella prima settimana è passato dai 10 dollari iniziali di quotazione a 18. Niente male, vero? Ma non è tutto dollari ciò che è verde.

 

L’AFFARE VA IN FUMO

Dopo gli ottimi risultati iniziali l’ETF ha perso valore (arrivando a picchi negativi di oltre il 20%) e oggi il mercato viaggia al ribasso. Come è possibile?

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Investendo in un ETF non investi su un’azienda, investi su un mercato. L’ETF replica l’andamento del mercato, e quello dell'erba è ancora in divenire, così come la sua regolamentazione. E’ un terreno incerto, volatile. Poco stabile.

Per esempio: è emerso che il Canada presumibilmente allargherà nel prossimo futuro il numero di licenze per la coltivazione di cannabis. E questo eroderà il valore delle aziende già sul mercato e quotate nel titolo. Inoltre l’azienda principale dell’ETF, GW Pharmaceuticals (seppur valutata 2,8 miliardi di dollari) sta aspettando l’autorizzazione a lanciare il suo cavallo di battaglia in campo farmaceutico (l'Epidiolex), e ammesso che l’approvazione dalla FDA arrivi, ci vorrà ancora qualche anno per iniziare a commercializzarlo e fare profitti. Insomma, molte delle aziende parte dell’ETF, al di là delle grandi promesse iniziali, ad oggi non stanno guadagnando e aspettano che la situazione a livello legislativo si stabilizzi. Mettiamoci anche il fatto che Trump potrebbe innescare una politica opposta a quella di Obama, e l’equazione è servita.

 

MARIJUANA Sì O NO?

La verità è che spesso il chiacchiericcio porta in direzioni che non sono supportate dai fatti. Quando le informazioni a disposizione su un mercato sono scarse, è facile che vengano manipolate a danno degli investitori, che poi se ne rendono conto e fuggono, ndo crollare il mercato stesso

Per sapere se investire o no in qualcosa, dovremmo innanzitutto capire in cosa stiamo investendo. Parlando di cannabis parliamo di coltivatori, di aziende farmaceutiche oppure di nuove tecnologie? Sì, perché le differenze ci sono, e i rischi cambiano notevolmente. Finora le aziende farmaceutiche sono risultate il maggiore target degli investitori, e mentre pare non sia facilissimo fare soldi coltivando, gli investimenti immobiliari legati alle colture di cannabis stanno crescendo a dismisura.

Gli investimenti guidati da titoloni di giornali, sono spesso ottimi modi per perdere soldi, se non sono seguiti da uno studio approfondito. E il nostro consiglio, per quanto banale possa sembrare, è proprio questo: studia. E' il momento giusto. E' presto per lanciarsi in previsioni certe, ci sono troppe incognite in ballo. Ma è anche vero che sempre più paesi stanno aprendo le porte al business, e ciò significa che il mercato crescerà notevolmente. Diciamocelo: se anche Microsoft ha scelto di buttarsi sulla marijuana, ci sarà un motivo.

Le aziende che stanno entrando nel settore della cannabis sono diverse (qua ne trovi parecchie), e lo stanno ndo da diverse angolazioni. Quindi il nostro consiglio è di aspettare, e di arrivare a conoscere meglio il mercato nelle sue dinamiche base. L'entusiasmo iniziale può essere pericoloso tanto quanto la disperazione davanti al crollo di un titolo sul quale abbiamo investito. Anzi, spesso le due cose vanno a braccetto. 

Alla prossima onda

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