Il Blog di Moneysurfers: tutto sulla formazione finanziaria consapevole

Mercati finanziari: pronti per il grande crollo?

Scritto da Moneysurfers | 17 luglio 2018

I venti della guerra soffiano, ma non solo quelli. L’aria che si respira nei mercati finanziari anche è tesa, gli speculatori più attenti sanno che il prossimo crollo è alle porte e stanno tirando i remi in barca già da tempo, osservando su quali beni rifugio spostare i propri investimenti. Un MoneySurfer vive nel presente e sviluppa una sensibilità spiccata sulle energie sottili che si smuovono nel mondo. Capisce anche che questo crollo non sarà la fine del mondo, anzi sarà l’ennesima opportunità per trarre un po’ di soldi dalla finanza cattiva e spostarli sull’economia buona. Sarà un opportunità per sviluppare quella coscienza collettiva che permetterà alle future generazioni di creare un mondo molto migliore rispetto a quello attuale. Quello che possiamo fare adesso è sfruttare l’energia del denaro, essere delle calamite per ridistribuire questo denaro in maniera più consapevole all’interno del mondo. Quindi andiamo a vedere nella pratica perché pensiamo che il prossimo crollo dei mercati sia vicino, condividendo prossimamente come comportarci a riguardo. Prima di continuare ti invitiamo, se non l'hai ancora fatto, a registrarti GRATIS al Club Esclusivo dei Money Surfers, dove potrai trovare dei consigli concreti per gestire al meglio le tue finanze.

Attiva GRATIS la tua Membership iscrivendoti al sito. 

Il mio nome è Bond, Junk Bond!

Molti investitori professionisti osservano il mercato dei bond, che è circa il 50% più grande del mercato azionario, per capire l’andamento dell’economia. Il mercato dei Bond è dove le Aziende e gli Stati prendono in prestito soldi. Quando una nazione o un industria sta andando male, questo si rispecchia prima sul mercato del bond che su altri mercati. Principalmente la Nazione a cui tutti si riferiscono per verificare la salute globale, come tutti sappiamo, sono gli Stati Uniti.
Una delle prime indicazioni viene fornita dallo spread sempre più alto, tra Bond delle Imprese e quelli di stato (treasury bond, per gli amici: T-Bond).

Dati forniti dalla St. Louise Federal Reserve.

Probabilmente non sentirai parlare alla radio e alla tv spesso di questo “spread” ma gli investitori professionisti lo tengono spesso sotto osservazione come cartina tornasole dei mercati. Ci sono tutte le carte in regola per vedere lo spread allargarsi per il secondo anno consecutivo, mai successo dopo la crisi 2007 e 2008. La volta prima fu nel 1997-1998, durante la crisi asiatica, 3 anni prima dello scoppio della bolla “dot-com”.
Cosa significa tutto questo? Significa che gli investitori hanno meno fiducia nelle società che emettono bond che nello Stato: Stati che comunque non promettono alti rendimenti e che non stanno dimostrando grande solidità, compreso quello americano.
C’è un altro tipo di BOND che sta crollando, i JUNK BOND, i bond spazzatura, quelli emessi da società in difficoltà economico finanziarie. Sono Bond ad alto rendimento ma anche alto rischio, sono i primi strumenti ad essere evitati dagli investitori quando c’é “puzza” di crollo.

Sorgente: Yahoo.

Fino ad ora grazie ad una politica ad interessi zero della FED Americana, durata 7 anni, ed ai continui QE gli investitori hanno preferito il mercato azionario e non i Bond (che rendevano troppo poco, al di là  dei junk bond).
Ma lo scenario sta cambiando. Alle compagnie inizia costare di più prendere in prestito i soldi, questo è il grafico dei corporate BOND che evidenzia la tendenza.

Fonte: St. Louise Federal Reserve.

Allo stesso tempo nell’ultimo anno S&P500 (l’indice finanziario per eccellenza) è solo dell'1,5%, contro una salita dal marzo 2009 a dicembre 2015 pari al 204%. Il Grafico seguente mostra in maniera evidente il rallentamento.

Andamento dell'S&P500 dal 2011 ad oggi

Il segreto dell'S&P500

Ma c’è un segreto pericoloso nascosto dietro la matematica di questo grafico!
Per chi è meno esperto: l’S&P 500 è un indice, ovvero un indicatore, un espressione matematica, che prende in considerazione le 500 aziende a maggior capitalizzazione quotate sul mercato americano. La formula con cui viene creato assegna un maggior peso sul valore dell’indice a quelle società che sono maggiormente capitalizzate. Detto in parole semplici, più valore ha una società più influisce sull’andamento dell’indice.
Il segreto è proprio questo: Solo 9 società delle 500 che lo compongono, stanno mantenendo alto il suo valore. 9 Giganti finanziari, definiti “Nifty Nines”  (I nove astuti) dalla società di ricerca Ned Davis, che se fossero loro stesse un singolo Indice, sarebbe cresciuto del 60%.
Queste sono Le società incriminate: Google (GOOG), Microsoft (MSFT), Amazon (AMZN), Facebook (FB), Netflix (NFLX), Priceline (PCLN), eBay (EBAY), Starbucks (SBUX) e Salesforce (CRM)Google per esempio è la seconda società più capitalizzata dell’indice e quest’anno è salita del 43%. Di seguito il grafico che compara l’andamento di Google e proprio l’indice S&P500.

Differenza tra l'andamento di Google e il resto di S&P500

Amazon è la sesta compagnia più capitalizzata dell’indice ed è salita di un 114% del 2015, Facebook è l’ottava ed è salita del 35%.
In un Mercato rialzista in salute, sono tutte le aziende che salgono e confermano la salute dell’economia. Per fare un paragone calcistico, è come se una squadra formata da Messi e 10 schiappe stia andando bene in campionato... sembrerebbe una squadra fortissima. Ma appena Messi ha il raffreddore e non può giocare...tutti i problemi della squadra saranno evidenti a tutti!!
Purtroppo ci sono altri dati che ci saltano all’occhio, non possiamo non condividerli con te. Ecco cosa ha scritto il Financial Times la scorsa settimana:

“Currently, 99 global companies have defaulted since the year began, the second-greatest tally in more than a decade and only exceeded by the financial crisis which saw 222 defaults in 2009, according to Standard & Poor’s. U.S. companies account for 62 of this year’s defaults.”
(Tr: Attualmente, 99 società globali hanno dichiarato bancarotta dal’inizio dell’anno, il secondo conteggio più alto in più di un decennio, sorpassato solo dalla crisi finanziaria del 2009 con 222 fallimenti.)
Se non bastasse, il servizio di rating Standard & Poor’s ha fatto 297 downgrade nei primi 9 mesi dell’anno, contro soli 172 upgrade. Il maggior numero di downgrade dal 2009. Un downgrade succede quando un'azienda ha un livello di salute più basso.
Le società americane hanno emesso BOND dall’ultima crisi finanziaria per un valore pari a 9,3 trilioni di dollari, di cui 1,4 solo l’anno scorso. Questo è un record storico!! Quest’anno fino ad ottobre sono stati emessi Bond per 1,3 triliardi di dollari, 8,9% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Il Sito Market Watch ha riportato che le società al di fuori di quelle finanziarie, hanno debiti pari a 7,7 triliardi di dollari, il 50% in più di una decina di anni fa.
Nessuno vieta alle società di creare debito per finanziare i propri progetti, ma questo è stato fatto durante un periodo dove i tassi d’interesse interbancari erano pressoché zero. Al primo rialzo dei tassi tutte queste società inizieranno ad evidenziare le loro problematiche, poiché l’accesso alla liquidità diventerà più caro e molte di loro dovranno fare i conti con i bilanci. Se 99 società internazionali sono fallite quest’anno, nonostante un accesso al credito economico, figuriamoci con gli interessi sui Bond delle compagnie che si alzano, insieme ai futuri tassi d’interesse interbancari americani.

La mafia dei dividendi

Non abbiamo ancora parlato della Mafia dei dividendiL’ultimo anno, le società quotate nell’S&P500 hanno speso il 95% dei loro profitti in dividendi e BuyBack di azioni. Nel primo quarto del 2015 questo valore è stato pari al 104% secondo Bloomberg Business. Lo stesso afferma che la stessa cosa accadde pochi mesi prima del crollo del 2008:
“Shareholder payouts previously rose above 100 percent of operating earnings in the second quarter of 2007. Two quarters later, the figure peaked at 156.5 percent of profit -- and the bull market ended.”
(Tr: I pagamenti degli azionisti prima sono aumentati di oltre il 100% dei profitti nel secondo trimestre del 2007. Due trimestri più tardi, il livello ha raggiunto il 156.5% del profitto - e la fase rialzista si è conclusa.)
Questo è tutto fumo negli occhi. Infatti le aziende pagano altissimi dividendi agli azionisti per farli contenti, per mantenere la fiducia, per far comprare altre azioni. Ma tutti i soldi che vengono distribuiti in quel modo vengono tolti dalle case della società e non vengono re-investiti in ricerca e sviluppo, ovvero il cuore di un azienda che vuole essere profittevole nel lungo termine.
Anche il BuyBack di azioni, non sempre è una cosa negativa, una società profittevole che ricompra le sue azioni durante ribassi del mercato mostra di credere nel proprio business. Stranamente i CEO hanno tempistiche strane per il buyback. Infatti ci sono dei confliti d’interesse. Spesso i Bonus per il CEO e il Management sono legati all’EPS (earning per share, guadagno per azione). Insomma il Buyback delle azioni serve per farle alzare di valore e darsi un bel Bonus a fine anno! Inoltre perchè investire nella propria azienda, quando puoi darti un bonus e rassicurare gli shareholder, dato che chiedere denaro in prestito è così economico?
Questa è la situazione attuale della finanza statunitense, leader mondiale dell’economia, ma nelle altre parti del mondo, compresa l’Europa, la situazione non è molto diversa.
Non siamo catastrofisti, ma realisti. In realtà basterebbe riguardare il grafico dell’S&P500 per capire in un colpo d’occhio che il mercato ha rallentato notevolmente ed il prossimo crollo è veramente dietro l’angolo. Questo è il momento per i meno avvezzi agli investimenti di ritirare i soldi dai classici fondi d’investimento e spostarsi su altri lidi più sicuri e remunerativi. Non attendete troppo, la tempesta sta per arrivare. Per chi ha seguito i nostri corsi su Forex e Opzioni, si prepari ad avere un volatilità più alta e resti fedele alla strategia!! Arriveremo presto con un altra analisi e spiegheremo anche a coloro che non hanno seguito il corso SurfingThePips come affrontare il prossimo crollo e mettere al sicuro i propri risparmi. 
Se ti è piaciuto l'articolo, condividilo per diffondere la consapevolezza!