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title: "Lavoro e vacanza insieme: il futuro si chiama workation"
description: "Lavorare quando vuoi, da dove vuoi.
Il termine è smart working, ma in Italia lo chiamiamo lavoro agile.
Sei scettico? Invece...."
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# [Lavoro e vacanza insieme: il futuro si chiama workation](https://www.moneysurfers.com/blog/lavoro-e-vacanza-insieme-il-futuro-si-chiama-workation)

 Scritto da [Moneysurfers](https://www.moneysurfers.com/blog/author/moneysurfers) | 20 marzo 2018

Lavorare quando vuoi, da dove vuoi.

Il termine è **smart working**, ma in Italia lo chiamiamo** lavoro agile**.

Sei scettico? Invece è già realtà, sempre di più. Possiamo ringraziare internet, che ha sconvolto il mondo. Basta infatti un wi-fi per trasformare qualsiasi luogo in un “ufficio temporaneo”. E per chi fa oggi questa scelta (tanti), **i confini tra lavoro e vacanze si fanno sempre più sfumati**.

Da qui nasce il termine “workation” (in inglese: work + vacation, ossia lavoro / vacanza).

Se non hai un ufficio vuol dire che puoi lavorare con il tuo computer da una spiaggia della Sicilia, così come da un coworking di Chiang Mai in Thailandia.

È vacanza, ma lavori.

È lavoro, ma è quasi una vacanza.

Forse non è nessuna delle due cose, forse sono le due cose insieme.

**SE IO POTESSI, STAREI SEMPRE IN VACANZA**

Non facciamo i tragici. L’Italia sullo “smart working” è un po’ indietro. Ma stiamo recuperando terreno.

La categoria dei liberi dall’ufficio nel nostro paese conta ormai **250 mila persone**, ed è stata recentemente varata [una legge](https://www.agi.it/innovazione/smart_working_co-working_italia_come_funziona-1762070/news/2017-05-11/) che dovrebbe aumentare sensibilmente questo dato. [Si stima](https://levels.io/future-of-digital-nomads/) addirittura che **entro il 2035 1 miliardo di persone lavoreranno da remoto e viaggeranno il mondo liberamente, in una perenne workation.**

Sembra un sogno. O forse un incubo, per i più attaccati alla routine.

È un’evoluzione dovuta alla tecnologia (Gmail, Skype, WhatApp, Trello, Slack eccetera), che per sua definizione va sempre più veloce.

Se non siamo più obbligati a trovarci in un determinato luogo e a una determinata ora per lavorare, **significa quindi che l’ufficio ce lo possiamo scegliere**. E qui si apre un mondo di possibilità, che abbiamo passato in rassegna per te.

**LAVORARE SEMPRE, NON LAVORARE MAI**

Partiamo da un presupposto. Non avere un cartellino da timbrare = sono affari tuoi se riesci a organizzarti e gestirti in autonomia o meno.

Certo, il mestiere del lavoratore da remoto può sembrare un sogno (già lo vedi con un mojito in mano sulla spiaggia), ma spesso la realtà è che si tratta di uno stile di vita che **rischia di essere molto solitario e che necessita di una forte autodisciplina**.

Chiedete a copywriter, developer, designer, imprenditori digitali a cui basta un computer per gestire il proprio business.** Il rischio di trovarsi a non uscire mai di casa è reale.**

Per questo si sta sviluppando tutta **una serie di spazi ibridi, tra il coworking e il coliving**, che si rivolgono a nomadi digitali (smart worker che girano il mondo lavorando), imprenditori e team di aziende che cercano luoghi per ritiri aziendali che abbiano un impatto positivo sulla qualità del lavoro.

Ci sono coworking per tutti i gusti, in città e in mezzo alla natura. 300 solo in Italia, da [Trento](http://www.hubtrentino.it/) a [Matera](http://www.benetural.com/).

**IL TUO PROSSIMO UFFICIO NON SARÀ UN UFFICIO**

[Coconat](http://coconat-space.com/) è uno “spazio per essere ispirati, concentrati, lavorare e giocare in campagna”. A un’ora di treno da **Berlino**, offre workation nel verde, gite in bicicletta tra i boschi, arrampicate e un percorso pedonale mozzafiato, costruito sulla cima degli alberi.

Alle **Canarie** (e in Slovacchia) c’è [Wolfhouse](http://wolfhouse.co/), con le sue strutture specializzate in attività per interi team. Sulle colline fuori **Barcellona**, [Nectar](http://www.nectarconectar.com/) si è invece stabilito come punto nevralgico del lavoro digitale rurale, accogliendo liberi professionisti, artisti, sviluppatori, imprenditori. E per i veri nomadi, che non riescono a star fermi nello stesso posto, [Hacker Paradise](http://www.hackerparadise.org/) **organizza workation dalle 2 settimane ai 3 mesi in tutto il mondo**, nelle quali unisce pernottamento, postazione in un coworking e un network di professionisti per accelerare la tua crescita personale e lavorativa.

E in Italia? [Ragusa](http://www.svimed.eu/website/opportunita-di-lavoro-per-nomadi-digitali-workation/) vanta di aver (di recente) organizzato la prima workation ufficiale dello Stivale. Con le candidature che si riapriranno presto per il prossimo anno.

**PERCHÉ?**

Può sorgere confusione. Può sorgere una domanda: perché?

Perché uscire dal disordine della città e cambiare aria, ritrovandosi anche solo temporaneamente nella natura, rappresenta una [comprovata iniezione di creatività e produttività](https://journal.thriveglobal.com/get-outside-how-nature-enhances-work-productivity-25e26386c348). Perché** svegliarti dove già lavorerai ti fa risparmiare tantissimo tempo**. Tempo che puoi dedicare a te stesso, meditando, facendo Yoga o leggendo ogni giorno un libro nuovo e sviluppando la tua routine liberamente. Senza contare che le consulenze che dovresti pagare per avviare il tuo business, **spesso puoi averle gratis** dal vicino di scrivania al coworking, che può essere oggi il professionista che cercavi e domani un imprenditore che è passato per i tuoi stessi problemi.

Due sono i punti in comune tra i molti spazi che si stanno ritagliando il ruolo di naturali evoluzioni dell’ufficio: **il bisogno di stabilire relazioni significative (lavorative e non) e l’equilibrio tra lavoro e spiritualità, tra concentrazione e deconcentrazione**. Si tratta di cercare per lavorare e vivere un contesto autentico, ricco di significato e fonte di crescita umana.

Per questo molte strutture offrono, oltre alle postazioni lavorative e al pernottamento, **un’ampia gamma di corsi ed esperienze di gruppo**. Spesso in mezzo alla natura, in località remote o appena fuori dalla città, ma rigorosamente con un’ottima connessione internet.

È questo il contraltare della solitudine che può derivare dal lavoro da casa, così come del trambusto cittadino, degli uffici caotici e dei colleghi che quasi mai ti puoi scegliere. E per tutti quelli che si arrendono a vivere in una città che odiano perché “lì c’è il lavoro”, questa rappresenta **una vera e propria rivoluzione**.

Ci vorrà ancora qualche anno perché questa diventi la normalità in Italia? Forse. Ma possiamo iniziare a pensare a come renderla realtà per noi oggi.

Alla prossima onda.

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