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title: In Danimarca chi rimane in ufficio fino a tardi è un ritardato
description: "Il lavoro, per come lo viviamo, è rimasto uguale per decenni.
Pensaci: un capo che ordina, un dipendente che esegue. Un orario da...."
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# [In Danimarca chi rimane in ufficio fino a tardi è un ritardato](https://www.moneysurfers.com/blog/in-danimarca-chi-rimane-in-ufficio-fino-a-tardi-e-un-ritardato)

 Scritto da [Moneysurfers](https://www.moneysurfers.com/blog/author/moneysurfers) | 20 marzo 2018

Il lavoro, per come lo viviamo, è rimasto uguale per decenni.

Pensaci: **un capo che ordina, un dipendente che esegue**. Un orario da rispettare, una sveglia che la mattina suona, una pausa pranzo e la voglia che arrivino le 6 per potertene andare a casa e farti gli affari tuoi.

**Lavoro = dovere**. Noia, costrizione, inscatolamento.

Non è scritto nella roccia che debba essere così. Se in Giappone si muore per il troppo lavoro, in Danimarca essere l’ultimo a lasciare l’ufficio la sera è visto come un [segno di stupidità](https://www.the-pool.com/work/work-smarter/2017/19/signe-johansen-on-being-a-morakker).

Noi** da che parte vogliamo stare?** Ci sono tante questioni irrisolte che peggiorano il nostro rapporto col lavoro. Ecco come sopravvivere in questa giungla.

**SOCIAL MENTRE LAVORI, ANCHE SÌ**

La guerra ai social. Ogni azienda vuole cavalcarli, ma fatti beccare a starci sopra durante l’orario di lavoro e molto probabilmente non ci farai una bella figura.

Perché le aziende sono sui social ma impediscono ai dipendenti di usarli? Sono strumenti che spesso vengono elogiati e odiati a corrente alternata, ma raramente** compresi e utilizzati al pieno delle loro possibilità**.

Oggi il 46% delle persone [afferma](http://www.adweek.com/digital/social-media-workplace-survey/) che i social li ha resi migliori nel lavoro e il 37% sente che sfruttandoli meglio potrebbero generare un impatto positivo sul lavoro.

No, social non significa solo video di gattini e foto delle vacanze. Significa anche strumenti quali [Workplace](https://www.facebook.com/workplace) (sviluppato da Facebook) o [Slack](https://slack.com/).

**ADDIO AL PRESENTEISMO**

Oggi sei stato in ufficio un’ora in più, ma se domani arrivi 5 minuti in ritardo vieni cazziato. **Il mito del presenteismo** aleggia asfissiante in più di una realtà aziendale. E’ quella lezione che dovremmo imparare dalla Danimarca: stare troppo tempo in ufficio non è uno status symbol.

Ma c’è una buona notizia. **Stanno arrivando i robot, e i robot non arrivano mai in ritardo**. Dove li metti stanno, per quante ore vuoi. Voler competere su produttività ed efficienza è una sfida che nel prossimo futuro siamo tutti destinati a perdere. Se non vogliamo che l’intelligenza artificiale ci rubi il lavoro, **dobbiamo invertire il mantra: da produttività a creatività**.

Ma cosa ostacola la creatività? Per esempio essere in un ambiente in cui non possiamo sentirci liberi di far vagare la nostra mente, di pensare, senza che qualcuno intorno a noi pensi che “stiamo cazzeggiando”, e che ciò sia negativo.

Questa costrizione genera in noi ansia e depressione. Mentre lasciare la nostra mente libera di andare a zonzo è il segreto per essere creativi. **Il presenteismo uccide la creatività**. In un altro articolo abbiamo fornito un’alternativa radicale, chiamata [workation](https://www.moneysurfers.com/blog/lavoro-e-vacanza-insieme-il-futuro-si-chiama-workation).

**ADDIO ALLA PENSIONE**

Lo diciamo da un po’, il mondo accelera. Le nuove generazioni hanno tutta un’altra prospettiva sulla vita, la carriera, la pensione.

Si sente spesso parlare di **millenial**. I giovani nati tra gli anni ’80 e i ’90, che si spostano con una velocità quasi schizofrenica da un lavoro all’altro e che fanno dannare i datori di lavoro per tenerli in azienda. La verità è che l’aspettativa di vita si alza e la pensione scompare. Presto la nostra vita lavorativa andrà dai 18 agli 80, e negli uffici si troveranno a lavorare persone di età molto diverse, con diverse idee sul lavoro.

Questa è una situazione che può generare conflitti, ma può essere anche una grande opportunità di arricchimento per le aziende. **Imparare a gestire e gratificare le nuove generazioni significa interpretare il presente e avere più chance di comprendere il futuro**. Una grande sfida a riguardo è comprendere che gli orizzonti temporali di un ventenne o trentenne non sono quelli di un cinquantenne. Difficilmente accetterà un lavoro che non lo gratifica quasi immediatamente, nel sogno di una buona pensione dopo una trentina d’anni. 

**IL SEGRETO DELLA HOLDING UMANA**

Cos’hanno in comune Jeff Bezos, Martin Luther King e David Bowie? Che erano tutti “**multitasker in slow motion**”.

Una studiosa chiamata Bernice Eiduson negli anni ’60 ha iniziato una [ricerca](https://books.google.it/books?id=QPMeCgAAQBAJ&pg=PT19&lpg=PT19&dq=bernice+eiduson+success+change+subject&source=bl&ots=WdAjfT0-gt&sig=Xr-UpVXnk1lezSXfauZIGNsPbBI&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwjwq4begO7WAhVDBMAKHaABBbUQ6AEIKTAA#v=onepage&q=bernice%20eiduson%20success%20change%20subject&f=false) durata poi più di vent’anni, nella quale ha dimostrato che i più grandi scienziati non dovevano il loro successo a un’alta specializzazione, bensì alla capacità di cambiare ambito di interesse non 2-3 volte nell’arco di una vita (come è la norma), ma 43 volte nel corso della propria carriera.

È come la **rotazione delle colture**. Passare dai pomodori alla lattuga, invece che impoverire il terreno, lo fertilizza, lo rinnova.

Aziende quali [Fedex](https://hbr.org/2012/08/best-practices-for-leading-via) oggi incoraggiano i propri dipendenti a cambiare dipartimento, in modo che possano misurarsi con ambiti diversi e mettersi alla prova costantemente, imparando sempre cose nuove e non fossilizzandosi su una nicchia.

Senti che il settore dove ti sei infilato ti sta soffocando? Studia, fai un passo di lato. Impara a fare qualcosa che non hai mai fatto. La conoscenza è potere. Questo, come i punti precedenti, ti farà sopravvivere al lavoro.

Alla prossima onda.

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