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Gli 8 segreti dei miliardari | N.3: Costruisci il (giusto) network

“Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei.” (detto popolare)

È proprio vero, i proverbi non sbagliano mai. Cambiano la forma e i modi, cambiano i tempi, ma la sostanza non cambia. Se una volta stringevi rapporti personali nelle piazze, oggi esistono i social network. Ed esattamente come un tempo, siamo liberi di scegliere le persone di cui circondarci. Il modo in cui utilizzi questa libertà di scelta può fare la differenza tra il successo e il fallimento.
Nel terzo articolo della collana Gli 8 Segreti dei Miliardari ti parlerò di come costruire il GIUSTO network, seguendo i consigli e le strategie di chi un social network l’ha proprio fondato.

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La “mafia” del Network e la rete oscura

[quote]Dieci individui ben informati, felici di condividere con te ciò che sanno, ti diranno molto più di mille persone che conosci in maniera superficiale. (Reid Hoffman)[/quote]
Reid Hoffman, fondatore di LinkedIn, sostiene che il suo più grande errore professionale sia stato quello di credere che, per essere un product manager, bisognasse studiare product management. Col senno di poi, avrebbe fatto di tutto per inserirsi nel giusto network e trarre le informazioni necessarie attraverso il lavoro.
reid hoffman
Eppure non manca chi attribuisce a network come Oracle, Netscape o PayPal l’etichetta di mafia-network, dove impiegati decidono di unirsi e fare impresa, si fanno consulenza a vicenda, investono ognuno nell’impresa dell’altro etc. Insomma sfruttano il canale preferenziali della conoscenza.
Nonostante questo, però, Hoffman ce lo dice chiaramente:
[quote]Nell’era dell’informazione, il modo migliore per ottenere ciò che cerchi non è andare su Google, ma imparare a costruire un network ed ottenere le informazioni da esso.[/quote]
Ti è mai successo di imparare da persone a te vicine qualcosa che non trovi scritto sui libri, che non insegnano nelle classi e che non c’è nemmeno su Google? Anche se è raro, questo tipo di informazione esiste ed è quella che Hoffman definisce Dark Net (“Rete Oscura”).
In realtà te ne ho già parlato: ricordi l’articolo che ho pubblicato la scorsa settimana? Ti spiegavo che, se vuoi raggiungere un obiettivo, devi cercare di trarre informazioni da coloro che quell’obiettivo l’hanno già raggiunto: perché non si tratta di semplici informazioni, ma lezioni di vita. Un po' come accadeva nell'antichità, quando maestri, filosofi e alchimisti trasmettevano un sapere diretto, non filtrato, un sapere che stabiliva un rapporto e nuove opportunità. Nella rete oscura ricadono gli errori, le intuizioni, i successi inaspettati e tutti i segreti inconfessabili che vengono dischiusi solo in un contesto confidenziale.
Non si tratta di professori che insegnano materia astratta, ma di professionisti che consigliano PRATICAMENTE cosa fare. Noi di MoneySurfers.com crediamo in questo tipo di informazione: l’informazione basata sull’esperienza, l’informazione che non trovi sui libri o sui blog improvvisati, ma che è il frutto di anni e anni di tentativi, errori e grandi successi.
Inoltre è questo il tipo di informazione che ti permette di essere indipendente. “Ma come?” penserai, “Prima parli di network e ora di indipendenza?”. Sì, hai capito bene. Perché circondarti di pochi (ma buoni) individui ti permette di:
[unordered_list style="bullet"]
  • Sviluppare senso critico;
  • Non chiedere il parere della massa.
[/unordered_list]
Che poi è un po’ quello che dice lo stesso Ray Dalio. Come vedi gli imprenditori che gestiscono compagnie plurimiliardarie sono accomunati da modi di pensare che li distinguono dal resto degli imprenditori (anche di successo).

"Se vuoi andare da qualche parte, è meglio che tu ci vada con chi ci è già stato." (Robert Kiyosaki)

 

Avanti il prossimo!

Ma da dove parto se voglio costruire il giusto network? Come scelgo le persone da frequentare?
Filtrare” gli individui del tuo network  è un passo essenziale per avere un network di qualità. Ricorda che ogni minuto speso con la persona sbagliata è un minuto in meno che potevi trascorrere in compagnia della persona giusta.
networking
Ma chi è la persona giusta? Beh, dipende sempre dal tipo di network, ma una cosa è certa: la relazione è sempre fine a sé stessa, il beneficio che ne trai è secondario. Questo significa che alla base del network c’è genuinità. Puoi anche circondarti di persone che possono darti molto, ma se lo fai solo per opportunismo prima o poi lo capiranno.
Entrando nello specifico, se vogliamo costruire un network professionale, le persone da ricercare hanno caratteristiche ben precise:[unordered_list style="bullet"]
  • Desiderano crescere costantemente;
  • Condividono i tuoi stessi ideali;
  • Condividono la propria esperienza;
  • Sono “givers”.
[/unordered_list]
Ognuna di queste caratteristiche ha una spiegazione logica. Consideriamo la prima: il network non è qualcosa di astratto, ma un insieme di persone. E se il network cresce, questo avviene perché chi ne fa parte vuole crescere.
La condivisione poi è “la base” del network, lo sappiamo (Facebook docet). Infine sono “givers” perché danno per motivi di spirito, non per questioni morali (né tanto meno per ricevere un favore in cambio): il ché si ricollega alla genuinità, che è la prima caratteristica.
Se riesci a costruire un simile network, ti faccio i miei complimenti: avrai certamente imparato la lezione di Hoffman. Ma ricorda, costruire e soprattutto mantenere delle relazioni durature richiede molto tempo. Quindi è bene che tu faccia del networking una sana e costante abitudine!

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(6 inseriti)
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2016-03-07 08:31:40 - Admin
Buongiorno Ivan, grazie per il commento....un po' confuso forse :) Le tempistiche per godere di nozioni e trasferimento di esperienze, dirette ed indirette cambiano da persona e persona. Noi ci saremo sempre, condivideremo tutto il nostro sapere, i nostri errori...sbagli e le cose che hanno funzionato, con l'intenzione di aiutare tutti coloro che restano nei paraggi. La codivisione è la nostra gratificazione più grande.
2016-03-07 08:29:35 - Admin
Grazie Vincenzo, che bello rileggerti. Diciamo che il concetto che vorremmo far passare non è solo quello di creare un network, ma anche di selezionarlo attentamente. A volte , per il solo spirito di allargare il nostro circolo di amici (professionali e non) non filtriamo quelli che interferiscono negativamente sulla nostra psiche e sul nostro spirito.
2016-03-07 00:02:50 - Ivan
Mi stupisco...!!!! ( ANCORA......) Di come ... il Signor Enrico.... , si sia INSERITO..!.... ED IN MANIERA ! , IN UN PARTICOLARE MECCANISMO , CHE A QUANTO PARE A ME.... , FIN DAL SECONDO GIORNO DELL'ACQUISTO DI QUESTO CORSO, METà OTTOBRE 2015 , COSì COMPLETO , ESCLUSIVO ....E COINVOLGENTE......,COME DA NESSUNA ALTRA PARTE.... IO NON ABBIA ANCORA AVUTO IL DI CONOSCERE....EFFETTIVAMENTE..... , L'ENORME VALORE CHE CONTRADDISTINGUE QUESTA CREATA DA PERSONE INTELLIGENTISSIME , COLTE ....E..... <<>> ALLE TERZE PERSONE COSì BISOGNOSE DI AVERE LUCE E CHIARIMENTI IN UNA STRADA TORTUOSA E BUIA.... , PIENA DI TRAPPOLE E SCIPPATORI.......................................................................................... BUONA....CONTINUAZIONE........ - ( IN FONDO......... CI CONTO PURE IO.....! ..... IN UNA MANIERA............... .........OPPURE IN UN'ALTRA ! .............
2016-03-04 10:48:19 - Enzo
Ora si chiama network ma se ci pensi è sempre stato il motore del piccolo quartiere/zona, dove avevi l'amico meccanico, idraulico, muratore ... ecc ! Le competenze dettate dall'esperienza nei diversi settori sono sempre state il pregio riconosciuto dal passaparola ! Certo, il quartiere si allarga adesso , ma non vedo differenze sostanziali nella forma ... parlerei di netdistrict Davide ;-)
2016-03-03 19:56:30 - Davide Franceschini Sada
Enrico grazie.
2016-03-03 19:20:04 - Enrico
Totalmente d'accordo con questo interessante concetto. Anche perché "fare gruppo" con questo presupposti che sono di natura, come dire?, spirituale, scardina vecchie e obsolete prospettive di cinismo relazionale per aprire punti di vista nuovi, sicuramente vincenti, sia perchè il vero attore è un Lavoro sul piano animico (ne siano o meno consapevoli i protagonisti del "gioco" virtuoso in questione), sia anche perché si mettono in moto e condividono energie sottili, che si amplificano nel network, da cui scaturiscono inevitabilmente, come per (apparente) magia, nuove, dirompenti intuizioni. Filosofia che vedo con piacere ispirare Davide Franceschini, Enrico Garzotto e gli altri amici del "club" MoneySurfers, di cui sono entrato a far parte da poco e di cui mi sento orgogliosamente allievo.
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