Il mondo intero è pronto a comprare SpaceX
L’azienda statunitense potrebbe sbarcare in Borsa l’11 giugno, in un evento riservato che porterà 1.500 investitori dentro la più grande quotazione di sempre.
La valutazione attesa si aggira intorno ai 1.750 miliardi di dollari con una raccolta di 75 miliardi, due volte e mezzo l'IPO di Aramco.
Per la prima volta nella storia, l'azienda spaziale più famosa del pianeta apre le porte ai piccoli investitori.
Ma c’è un dettaglio di cui pochissime persone sono a conoscenza.
A 1.750 miliardi di valutazione su circa 16 miliardi di fatturato annuo, il mercato sta prezzando SpaceX circa 109 volte rispetto a quello che incassa.
Perché il conto torni, SpaceX dovrà moltiplicare il proprio fatturato diverse volte e dovrà farlo in fretta, per anni, senza un trimestre storto, senza intoppi regolatori e senza concorrenti più veloci.

Ma la storia ci dimostra che inciampare è la norma
Facebook si quotò a 38 dollari per azione, con la valutazione più alta mai vista per un'azienda tech americana: 104 miliardi di dollari. Era l'IPO più attesa del decennio. Nei mesi successivi il titolo crollò fino a un minimo di 17,73 dollari all'inizio di settembre, meno della metà rispetto alla valutazione iniziale. Servirono più di 14 mesi solo per tornare al prezzo di partenza. Chi entrò al debutto, attratto dall'hype, restò sott'acqua per più di un anno.
Snap, la società di Snapchat, si quotò a 17 dollari per azione. Il primo giorno aprì a 24 dollari, oltre il 40% sopra il prezzo di collocamento, e nei due giorni di debutto toccò un massimo di circa 29 dollari. Poi una profonda discesa: in 4 mesi era già sotto il prezzo di IPO, e in circa 2 anni aveva perso quasi l'80% rispetto al suo massimo storico. Snap, al debutto, non aveva mai generato un solo dollaro di utile.
Uber si quotò a 45 dollari per azione, raccogliendo 8,1 miliardi di dollari nella più grande IPO dell'anno. Il titolo aprì già sotto a 42 dollari, e chiuse il primo giorno in perdita. Fu un caso più unico che raro: nei 5 anni precedenti, solo il 10% delle IPO tech americane aveva chiuso il debutto in rosso. A novembre 2019 toccò un minimo intorno ai 26 dollari, circa il 42% in meno rispetto al prezzo di collocamento. Anche Uber, al suo debutto, non aveva mai chiuso un anno in utile.
Airbnb è la vera eccezione degli ultimi 15 anni, ma per un motivo preciso. Si quotò a 68 dollari per azione e arrivò al debutto avendo appena chiuso un trimestre in utile (219 milioni di dollari nel terzo trimestre 2020). Il primo giorno aprì a 146 dollari e non scese mai più sotto il prezzo di IPO. Ma attenzione: chi comprò ai 146 dollari dell'apertura (non al prezzo di collocamento) vide comunque il titolo scendere fino a circa 82 dollari a fine 2022. Anche l'eccezione non ha comunque premiato chi ha rincorso l'hype del debutto.
La vera ricchezza della Space Economy non viene da razzi e satelliti, ma dall’infrastruttura che rende possibile il loro sviluppo.
Un’industria invisibile che fa funzionare cose visibili
Il GPS degli smartphone funziona perché una rete di satelliti in orbita calcola la tua posizione in tempo reale.
I pagamenti contactless e le transazioni bancarie si appoggiano a infrastrutture di comunicazione e di sincronizzazione temporale che passano anche dallo spazio.
Anche le telefonate, lo streaming e internet su un volo o su una nave viaggiano su reti satellitari.
Sono cose che usi decine di volte al giorno e che da dietro le quinte migliorano la tua qualità di vita da anni.
Diverse società che costruiscono e gestiscono questa infrastruttura sono operative da anni e quotate in Borsa, con bilanci pubblici, leggibili, e ricavi documentati.
Solo che non fanno notizia, perché non lanciano razzi in diretta davanti a milioni di persone.
Ma è proprio questo a renderle interessanti, visto che il loro prezzo d’ingresso non è costruito sul clamore, ma sul fatto che sono già quotate, profittevoli e strutturate.
Il 15 giugno vedremo insieme chi sono, cosa fanno, come devono essere analizzate e quali sono le previsioni di crescita di questa “nuova” economia spaziale.

Perché conviene investire nella Space Economy
Vantaggi concreti in riferimento alle condizioni di partenza attuali del settore.
Non è una nicchia sperimentale, ma un'industria globale già consolidata, con clienti commerciali e governativi.
La Space Economy si sta espandendo a doppia cifra da diversi anni, con previsioni di crescita ancora più solide.
A differenza dei nomi più mainstream, prezzati anche oltre 100 volte i ricavi, la filiera quota a prezzi ragionevoli e più che accessibili.
I conti delle società della filiera sono pubblici: puoi utilizzarli in qualsiasi momento prima di decidere dove posizionare i tuoi soldi.
Molte di queste aziende lavorano su commesse già firmate con NASA, ESA, Pentagono e agenzie governative.
Lanci, osservazione della Terra, connettività, comunicazioni e difesa: il settore non dipende né da una sola azienda, né da un singolo prodotto.
I dati lo dimostrano:
La Space Economy è il settore sul quale i governi e le principali istituzioni economiche mondiali hanno deciso di investire miliardi.
L'analisi più citata è quella del World Economic Forum insieme a McKinsey & Company, pubblicata nel 2024. Secondo il loro studio, il valore della Space Economy globale passerà da 630 miliardi di dollari nel 2023 a circa 1.800 miliardi entro il 2035, con una crescita media di circa il 9% all'anno, quasi doppia rispetto a quella del PIL mondiale.
Ma non è una previsione isolata. Morgan Stanley, Citi e UBS convergono su un'industria da circa 1.000 miliardi di dollari entro il 2040, e Bank of America si è spinta su stime ancora più alte.
Questi dati dimostrano che non si tratta solo più di speculazione, ma di un’economia strutturata con potenzialità di crescita enormi.

Durante la serata del 15 giugno vedremo:
L'evento non verrà registrato e mai più riproposto.
l'infrastruttura invisibile che usi decine di volte al giorno senza accorgertene.
le previsioni future e quali aziende sono già profittevoli, dati alla mano.
e sulla quotazione in Borsa che potrebbe avvenire l’11 di giugno.
a livello globale e dove poter monitorare i loro bilanci annuali.
PERCHÉ DOVRESTI PARTECIPARE



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Davide ed Enrico sono gli autori del best seller “La felicità fa i soldi” (Macro Edizioni) e "Life Design" (Sperling&Kupfer)
e sono i fondatori di MONEYSURFERS, Accademia di formazione finanziaria consapevole attiva dal 2010.

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In questo modo, inizierai già a comprendere come il settore spaziale si intreccia con intelligenza artificiale, difesa, telecomunicazioni ed energia, e potrai capire quale livello di esposizione potrebbe beneficiare il tuo portafoglio.
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Lunedì 15 giugno ore 20:30
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